Insediamenti umani e luoghi di culto nelle diocesi di Cuneo, Mondovì e Alba. Schedatura di beni culturali e studi storici sistematici per la valorizzazione del territorio e lo sviluppo locale

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Nel 2008-2010, in collaborazione con il Politecnico e l’Università degli Studi di Torino, l’Associazione Culturale Antonella Salvatico ha sviluppato il progetto di ricerca, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Insediamenti umani e luoghi di culto nelle diocesi di Cuneo, Mondovì e Alba. Schedatura di beni culturali e studi storici sistematici per la valorizzazione del territorio e lo sviluppo locale.

L’idea di proporre un progetto di ricerca che mirasse a indagare congiuntamente luoghi di culto e abitati nasce nel 2006 in seguito alla pubblicazione degli esiti della ricerca Il popolamento alpino in Piemonte, coordinata da Francesco Panero dell’Università degli Studi di Torino, responsabile del progetto sostenuto dall’Associazione insieme a Claudia Bonardi del Politecnico di Torino. La ricerca, infatti, evidenziava la necessità di approfondire i rapporti storicamente intercorsi tra insediamenti e rispettivi edifici di culto. In un gran numero di casi, infatti – e ciò vale soprattutto per quegli abitati che la storiografia ha spesso classificato come “minori” –, l’indizio più concreto dell’esistenza di un processo di agglomerazione residenziale è la comparsa documentaria di una chiesa.

L’Associazione Culturale Antonella Salvatico, insieme al Centro Internazionale di Ricerca sui Beni Culturali, ha così inteso, attraverso il progetto, esplorare e puntualizzare quali nessi, e di che natura, si stabilirono nel tempo tra i fenomeni di diffusione delle strutture ecclesiastiche e i più generali processi di popolamento urbano e rurale. Gli esiti della ricerca, presentati nel 2011 in occasione del convegno Insediamenti umani e luoghi di culto fra medioevo ed età moderna: le diocesi di Alba, Mondovì e Cuneo, sono oggi raccolti in un database (interrogabile per schede elaborate sulla base degli standard catalografici ICCD), creato attraverso un censimento estensivo degli edifici di culto, ricco di quasi 2000 record (con circa 3800 immagini di corredo), consultabile dagli studiosi presso la sede dell’Associazione.

Nel suo divenire, la ricerca ha naturalmente indotto a esplorare e stabilire forme di fattiva collaborazione con gli Uffici delle diocesi di Alba, Mondovì e Cuneo che, nel contempo, stavano avviando il progetto di censimento CEI “Le chiese delle diocesi italiane”.

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